La mattonella di Rufoli - Matteo Naggi | sculture ceramica | sculture carta | cattedrali primitive

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La mattonella di Rufoli


PROGETTO

LA MATTONELLA DI RUFOLI DELLA FORNACE DE MARTINO


IL MOTIVO

Nel 2007 sono stato invitato a Olgiara per un evento che si teneva alla Fornace De Martino di Rufoli. Un luogo distante dall’idea che abbiamo oggi del lavoro ma estremamente vicina alla realtà del gusto estetico contemporaneo. Ho instaurato un rapporto particolare con la terra di Rufoli e con la bellezza del manufatto: la mattonella. Il desiderio di tornare in questi luoghi è stato sostenuto anche dall’idea di lavorare artisticamente sui manufatti della Fornace De Martino, utilizzando una mattonella classica e reinterpretandola in chiave scultorea.

L’IDEA

Nel 2006 la PIRAL Stoviglie di Albissola mi ha dato modo di lavorare sulle loro pentole di terracotta, con lo scopo di sperimentare qualcosa di nuovo con finalità squisitamente artistiche. Quell’esperienza ha consolidato il mio lavoro in maniera molto personale, oltre a creare le basi di una concreta proposta di collaborazione con le aziende. Il lavoro consiste nello scomporre e ricomporre, in una sorta di catena di montaggio “impazzita”, i manufatti in argilla.

IL METODO

Il metodo è decostruttivo, e non solo plasticamente. Spinge a alleggerire l’opera, a spostare l’attenzione sulla composizione estetica piuttosto che sui significati visibili. L’interesse risiede nella ricerca e nella sperimentazione. Partire da un “modulo” è una necessità specifica di questo lavoro, un modo di disciplinare il pensiero per renderlo più elastico e libero, per scoprire con meraviglia fino a che punto si può trasformare un oggetto.
Una frase di Lao Tzu, antico filosofo cinese, mi sostiene in questo progetto: «produzione senza appropriazione, azione senza imposizione di sé, sviluppo senza sopraffazione». Intervenire e interagire con l’oggetto di design o con il prodotto artigianale è un modo per non essere ripetitivi nel gesto, ma anche per essere originali e creativi nel risultato. Un approccio giocoso libera l’opera dal significato, come scrisse Sartre per Calder: «Questi mobiles non significano nulla. Non rimandano altro che a loro stessi. Sono degli assoluti».

IL PROGETTO

Il progetto della Mattonella di Rufoli è rivolto alla Fornace De Martino di Rufoli e a Gabriella Taddeo, direttrice del Museo Città Creativa di Olgiara. Prevede la realizzazione di una serie di sculture dalle dimensioni ridotte, utilizzando la mattonella classica della Fornace De Martino, lavorata allo stato crudo con la colorazione naturale della terra, o rivestita dai tipici colori della fornace. Si esporrà in mostra il risultato di questa esperienza, preferibilmente in uno spazio strettamente legato al territorio, come è appunto il Museo Città Creativa di Olgiara, luogo ideale per concludere il percorso creativo.
La mattonella di Rufoli prevede la realizzazione di sculture dalle dimensioni ridotte, utilizzando la terracotta. Lavorato allo stato crudo, questo materiale permette molteplici soluzioni creative. Dopo la cottura mantiene una consistenza notevole e un’eleganza riconosciuta; la colorazione, se necessaria in un secondo momento, è ispirata dal prodotto artigianale di partenza.

Il progetto aspira a promuovere uno sviluppo creativo e artistico in collaborazione con i poli di
eccellenza artigianale, partendo proprio dal “prodotto” che li contraddistingue. L’oggetto sarà reinterpretato e riconsiderato al di fuori del suo contesto, attraverso una nuova interpretazione in chiave artistica. Pensare che un prodotto artigianale, come un semplice mattone, una bottiglia o una piastrella, possa portare a conclusioni estetiche inaspettate e potenti, concede anche uno spazio di riflessione sul significato dell’arte contemporanea, e riscatta la meraviglia.

OLTRE IL PROGETTO

Quella che nel 2006 era solo un’idea, oggi si è fatta concreta. La Mattonella di Rufoli potrebbe essere parte di un progetto itinerante recentemente inaugurato, che si prefigge di raggiungere anche i luoghi più “distanti”, dove il prodotto artigianale è il protagonista.
La Mattonella di Rufoli ha inoltre l’intento di portare l’arte fuori dei circuiti ufficiali e di esporla nei luoghi di produzione, rivalutando il lavoro manuale e facendo conoscere gli ambienti dove si produce. Sarebbe un’opportunità concreta e stimolante per maturare una maggiore affezione per il prodotto, ma anche per conoscerne la storia, per avviare o implementare collezioni aziendali e nuovi collezionismi.

Un’opportunità per le aziende di attirare l’attenzione sulla loro produzione, offrendo prestigio a un prodotto artigianale già sostenuto da una passione autentica. Una contaminazione di mestieri e luoghi che può dare respiro anche all’atto creativo, troppo spesso slegato dalla ruvida concretezza degli oggetti.

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