Modulo diverso - Matteo Naggi | sculture ceramica | sculture carta | cattedrali primitive

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Modulo diverso



PROGETTO
MODULO DIVERSO


Il mio modo di concepire l’atto artistico ha origine dalla curiosità «di vedere cosa si poteva fare con una cosa, oltre a quello che si fa normalmente» (Bruno Munari).
Il progetto che propongo ha origine nel 2001 in forma di intuizione, quando ancora frequentavo l’Istituto G.Ballardini di Faenza e l’approccio creativo di artisti come Ettore Sottsass, Nanni Valentini, Umberto Milani e Giuseppe Spagnulo, hanno attirato la mia attenzione. Ho iniziato a considerare le possibilità artistiche di un oggetto comune, e in quel luogo il manufatto ceramico era l’oggetto ideale su cui sperimentare. La rielaborazione delle forme è diventato il mio metodo di lavoro per diversi anni.

L’IDEA

Nel 2006 la PIRAL Stoviglie di Albissola mi ha dato modo di lavorare sulle loro pentole di terracotta, con lo scopo di sperimentare qualcosa di nuovo con finalità squisitamente artistiche. Quell’esperienza ha consolidato il mio lavoro in maniera molto personale, oltre a creare le basi di una concreta proposta di collaborazione con le aziende. Il lavoro consiste nello scomporre e ricomporre, in una sorta di catena di montaggio “impazzita”, i manufatti in argilla.

IL METODO

Il metodo è decostruttivo, e non solo plasticamente. Spinge a alleggerire l’opera, a spostare l’attenzione sulla composizione estetica piuttosto che sui significati visibili. L’interesse risiede nella ricerca e nella sperimentazione. Partire da un “modulo” è una necessità specifica di questo lavoro, un modo di disciplinare il pensiero per renderlo più elastico e libero, per scoprire con meraviglia fino a che punto si può trasformare un oggetto.
Una frase di Lao Tzu, antico filosofo cinese, mi sostiene in questo progetto: «produzione senza appropriazione, azione senza imposizione di sé, sviluppo senza sopraffazione». Intervenire e interagire con l’oggetto di design o con il prodotto artigianale è un modo per non essere ripetitivi nel gesto, ma anche per essere originali e creativi nel risultato. Un approccio giocoso libera l’opera dal significato, come scrisse Sartre per Calder: «Questi mobiles non significano nulla. Non rimandano altro che a loro stessi. Sono degli assoluti».

IL PROGETTO

Modulo diverso è un progetto itinerante per aziende artigiane e di design, che prevede la realizzazione di sculture dalle dimensioni ridotte, utilizzando la terracotta. Lavorato allo stato crudo, questo materiale permette molteplici soluzioni creative. Dopo la cottura mantiene una consistenza notevole e un’eleganza riconosciuta; la colorazione, se necessaria in un secondo momento, è ispirata dal prodotto artigianale di partenza. Si prevede di esibire in mostra il risultato del lavoro, in uno spazio espositivo che sia strettamente legato al territorio, se non addirittura all’interno delle aziende.

Il progetto aspira a promuovere uno sviluppo creativo e artistico in collaborazione con i poli di eccellenza artigianale, partendo proprio dal “prodotto” che li contraddistingue. L’oggetto sarà reinterpretato e riconsiderato al di fuori del suo contesto, attraverso una nuova interpretazione in chiave artistica. Pensare che un prodotto artigianale, come un semplice mattone, una bottiglia o una piastrella, possa portare a conclusioni estetiche inaspettate e potenti, concede anche uno spazio di riflessione sul significato dell’arte contemporanea, e riscatta la meraviglia.
OLTRE IL PROGETTO

Modulo diverso ha inoltre l’intento di portare l’arte fuori dei circuiti ufficiali e di esporla nei luoghi di produzione, rivalutando il lavoro manuale e facendo conoscere gli ambienti dove si produce. Sarebbe un’opportunità concreta e stimolante per maturare una maggiore affezione per il prodotto, ma anche per conoscerne la storia, per avviare o implementare collezioni aziendali e nuovi collezionismi.

Un’opportunità per le aziende di attirare l’attenzione sulla loro produzione, offrendo prestigio a un prodotto artigianale già sostenuto da una passione autentica. Una contaminazione di mestieri e luoghi che può dare respiro anche all’atto creativo, troppo spesso slegato dalla ruvida concretezza degli oggetti.



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